(L’essenziale è invisibile agli occhi.) L’Inafferrabile

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Partendo dalla riflessione sulla frase L’essenziale è invisibile agli occhi” presente nel celebre libro “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry ho deciso di svolgere un percorso letterario sull’inafferrabile, sulla verità nascosta non delle cose ma nelle cose, nella realtà, nei sentimenti, nella mente. Queste entità non sono limitate alla sfera dei sensi ma sono percepibili dall’interiorità umana, che viene scossa da effetti che non sono puramente materiali.

I sentimenti, le passioni, i turbamenti, le angosce agitano il nostro animo senza sapere la loro fonte. Ignoriamo le ragioni dell’amore, così come la verità della realtà o il meccanismo che crea nella nostra mente magiche illusioni. Ignoriamo la causa della nostra insoddisfazione che ci spinge a conoscere sempre di più, così come il motivo per il quale un oggetto materiale può svegliare in noi brividi e passioni.

Oltre le apparenze che i nostri sensi percepiscono esistono mondi ed universi che per me rappresentano l’essenziale. La verità non è ciò che vedono i nostri occhi ma ciò che vede la nostra mente. Così l’immaginario mondo di “Alice nel Paese delle Meraviglie” esiste nella sua verità poiché, come c’insegna Pirandello, una realtà unica non esiste ma è continuamente mutabile e soggettiva. “Perché una realtà non ci fu data e non c’è ma dobbiamo farcela noi se vogliamo essere, e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile”.

La ricerca della verità è la missione di Siddharta, Colui-che-cerca, che vive molteplici esperienze mistiche e materiali per arrivare alla verità ultima, la conoscenza dell’ Atman, principio vitale dell’uomo. Attraverso la meditazione Siddharta raggiunge l’assenza di pensieri e riesce a vivere dentro di sé l’identità tra l’io individuale e l’Assoluto divino.

Un determinato sapore, una canzone o un odore possono risvegliare in noi ricordi che sembravano essere morti nell’insieme della nostra memoria, come Proust ipotizza nella sua opera “Alla Ricerca del Tempo Perduto”. Infatti, più che per un’immagine, la nostra memoria “involontaria” si desta nell’olfatto, nel sapore e nell’udito e questi improvvisi ricordi non possono che provocare in noi un’infinita gioia.

I sogni, le visioni, i miraggi, le illusioni, i paradossi rappresentano dunque la massima espressione dell’inafferrabile, del quale non possiamo avere che un’immagine labile e insoddisfacente ma a causa di questa fragilità l’Inafferrabile è per me eterna fonte di fascino e attrazione. Jorge Louis Borges ci illustra nella sua poetica il carattere allucinatorio del mondo: “Noi abbiamo sognato il mondo. Lo abbiamo sognato resistente, misterioso, visibile, ubiquo nello spazio e fermo nel tempo; ma abbiamo ammesso nella sua architettura tenui ed eterni interstizi di assurdità, per sapere che è finto”. Per secoli l’uomo non ha saputo spiegare alcune di questa assurdità, specialmente quelle legate all’uomo, come i lapsus, i sogni, le nevrosi ma la scoperta dell’inconscio da parte del medico austriaco Freud ha attuato un’importante rivoluzione nella conoscenza della psiche umana trovando una spiegazione a questi fenomeni. Egli, infatti, sviluppò una teoria della mente e dei comportamenti e tecniche finalizzate alla risoluzione delle nevrosi.

Nel XIX secolo la poesia di Rimbaud si fa ricca di immagini e visioni, che non vengono rese comprensibili ma rimangono ferme nella loro potenza espressiva. Rimbaud si dichiara, infatti, “poèt voyant” sottolineando la caratteristica visionaria della sua poesia: il poeta è colui che vede ciò che gli altri non riescono a percepire. Rimbaud fa, infatti, propria la lezione impartita precedentemente da Charles Baudelaire, il quale spiega la capacità del poeta di scorgere i simboli nascosti della Natura e di presentarli agli altri, senza imitare o interpretare la Natura. L’uso di alcool e droga fece da ausilio per i poeti come Baudelaire, Verlaine e Rimbaud poiché attraverso queste sostanze riuscivano a raggiungere l’ispirazione e la visione poetica di cui avevano bisogno.

La pittura metafisica introduce nel ‘900 il superamento del limite della percepibilità della natura per mezzo dei sensi e rappresenta immagini che conferiscono un senso di mistero, di allucinazione o di sogno. Il movimento surrealista deve molto a De Chirico e agli altri pittori metafisici e risente particolarmente del ruolo della psicanalisi, che aveva aperto all’arte il mondo del sogno e dei suoi significati. Infatti, si tende ad esaltare il non – senso, l’irrazionale e l’automatismo psichico.

Tuttavia il mondo dell’Inafferrabile non si presenta solamente nel campo dell’esistenza umana ma si traduce in natura in molti modi. Infatti, migliaia di forze e leggi che regolano il mondo della natura sono invisibili all’occhio umano e della loro presenza possiamo vedere gli effetti. La forza gravitazionale, i campi elettrici e magnetici, la corrente elettrica sono alcune tra le entità che hanno una grande importanza nel mondo naturale ma che sono invisibili. Tuttavia il più importante tassello dell’universo è l’atomo, infinitamente piccolo e infinitamente essenziale nell’ordine del cosmo. Quando ancora si dubitava dell’esistenza dell’atomo e della sua inequivocabile presenza nel mondo il poeta latino Lucrezio sosteneva l’essenzialità di questa particella, che pur essendo invisibile era all’origine di ogni cosa.

Credo nella magia, nell’evocazione degli spiriti anche se non so che cosa sono, credo nel potere di creare a occhi chiusi magiche illusioni nella mente e credo che i margini della mente siano mobili, che le menti possano fluire l’una nell’altra, così creando o svelando una mente o energia unica, poiché le nostre memorie sono parti dell’unica memoria della natura.”

William Butler Yeats


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